A CASA DI EDWIGE

La regina del Pigneto

Edi o Edwige, chiamatela come volete, è una delle grandi protagoniste della scena punk rock capitolina. Non c’è band italiana che si rispetti che non abbia dormito a casa sua in compagnia dei suoi gatti, lo testimonia la bacheca intasata dei classici fogliettini di ringraziamento che le band lasciano quando non possono salutare direttamente prima di lasciare l’appartamento. Dopo anni e anni alle spalle passati a organizzare concerti al Fanfulla prima e al Trenta Formiche poi, non potevamo non chiederle di raccontarci qualche storia. Bisogna dire che (purtroppo o per fortuna) è stata buona e ha deciso di non infamarvi brutti gabber che non siete altro! Leggerete solo le storie non vietate ai minori perché Edi è un’anima gentile e vi ama troppo per raccontare che cazzo combinate quando mettete piede al Pigneto.

PROLOGO
18 anni ed erano gli anni ’90.
Si respirava una grande aria di cambiamento a Reggio di Calabria, quasi usciti dagli anni della Guerra di ‘Ndrangheta; Caponnetto, Falcone e Borsellino ancora vivi; la fine dei sequestri di persona in Aspromonte.
Le mie giornate scorrevano così tra scuola, manifestazioni contro la Guerra del Golfo, il programma in radio, piazza De Nava, i primi concerti e la sala prove, dove mi rinchiudevo, ore ed ore, ad ascoltare i miei amici suonare. Tutti suonavano qualcosa, tranne me, che invece ero affascinata dal teatro, con la sua possibilità di molteplici vite e mondi. Dicevo sempre “Male che va, un giorno avrò un locale mio, dove fare concerti e spettacoli teatrali e BLAH BLAH BLAH.

PARODOS
Tuffo carpiato con doppio avvitamento all’indietro, solo per dirvi perché sono finita a Roma, anzi Roma Est, precisamente al Pigneto, precisamente a fare danni alle matte serate del Fanfulla prima e a quelle sobrie (nel senso di eleganti) del Trenta Formiche poi. Ma soprattutto ad organizzare concerti e ad ospitare a casetta le band, nonostante una conoscenza dell’inglese maccheronicissima e i miei studi di canto lirico!

AGONE
Siete sicuri che volete che racconti NOMI, COSE, ANIMALI , CITTA’?
Il segreto di stato o la dignità perduta? Boccaccia mia! Sarò gentile. Per questa volta parlerò solo di ricordini carini ed educati.

PARABASI
The Telescopes
Fanfulla carico di gente e pubblico travolto dal muro di suono ipnotico della band. Ultimo pezzo ed il frontman Stephen Lawrie, scende dal palco e molla la sua chitarra (basso? con l‘ansia di quel momento, neanche lo saprei dire, figurati!) ovviamente a me! PANICO! “ I don’t play I don’t play I don’t play I don’t play I don’t play”. Risposta “It’s ok!”. Ancora più PANICO e aggiungo VERGOGNA! Decido allora di fottermene della gente intorno, desiderosa di rubarmi il prezioso strumento, e cerco di sentire solo il suono che tiro fuori in quella baraonda… attimi dilatatissimi e bellissimi!
Fine concerto, mi becco i complimenti sia suoi che del suo marziale, ed aggiungo marziano, batterista.
Mia risposta? “Grazie I MAKE NOISE!” Credo abbiano gradito.

Go!zilla
Sempre nel piccolo cuore Fanfulla, finito il soundcheck, decidiamo di partire, in missione verso il 30 Formiche per il concerto degli Holiday Inn e i festeggiamenti per Drum Girl, aka Elena dei The Intellectuals. Presi bene, tanti amici, è un attimo e sono le 23 passate. DEVE COMINCIARE IL LIVE dei
Go!zilla, ma siamo esattamente nel posto sbagliato a bisbocciare! OK, scappiamo di corsa, CORSA, corsa fino al Fanfulla. La tensione per me è altissima, uno dei miei primi concerti un po’ più + + + + chiamatelo come volete, per me il suo nome proprio è ANSIAAAAAAAAA. Sfondiamo le porte del circolo, quelle tendazze plasticose isolanti e pesantissime che tutti amiamo e ci troviamo davanti lo spazio già strapieno, sovraccarico e impaziente.
STRETTI STRETTI E TUTTI A CHIEDERSI DOVE FOSSE LA BAND.
Beh, i brividi anche solo a ripensarci 💘

Steal Shit Do Drugs
Un disco uscito per la Annibale Records, che ho consumato e straconsumato,
from Seattle (per non sbagliarsi) Pete Capponi, ex batterista degli Intelligence (per non sbagliarsi 2) band ennesima scoperta del Lando, durante un tour americano e scortati per l’occasione da John Terrible, che già avete avuto il piacere di conoscere.
Seratina ok, un Giovedì bomba e gran pubblico attento. Il cantante Kennedy, scompare rapito da un’amica.
WENCH, per birretta defaticante e rientro a casetta. Improvvisamente si sentono delle urla provenienti dall’androne. URLODONNA. URLOUOMO. Ci affacciamo al balcone e vediamo Kennedy correre via! “Come back, come back! “
Praticamente aveva avuto un frontale con la portinaia: non parlando Italiano lui e non capendo l’inglese lei, era successo il patatrac.
Ah, per onor di cronaca, la medaglia al merito per onorare la partenza perfetta va a John Terrible; dopo poche ore di sonno, con furgone fermo al centro della strada, carico strumenti, fila macchine, record time: 3 minuti.

• Festival di Invasione Monobanda
Tre giorni di delirio e sudore, (per chi non lo conoscesse è un festival dove si esibiscono solo onemanband da tutto il pianeta, ndr) apri il Fanfulla, scarica al Trenta Formiche, porta i piatti da Hop
QUI, QUO, QUA, gente in casa a rotazione, ma chi ci sta a casa? colazione notturna con porchetta, le mostre fotografiche, i banchetti, le stupende locandine della Dicursi, i GO GO GO di Koratella, e suono, tanto suono, e GRANCASSA da Monteverde alla Svezia, passando dal Sudamerica solo grandi personaggioni perché:

“ANCHE UNA PERSONA SOLA PUO’ FARE TANTO RUMORE”

Solita birretta all’amato WENCH, alba, tramezzino e poi questi omaccioni vogliono ripartire in pompa magna in direzione Portuense? MA DE CHE????

Tutti e 12 (credo) a casa mia, dentro ogni possibile cosa fosse simile o ricordasse una cuccia!

ASSEMBRAMENTO PRE COVID

tutti belli... gli adesivi

• Robedoor 
Ospito questi due ragazzoni californiani, uno dei quali kapò della Not Not Fun Records di L.A., a Roma per un concerto organizzato dal Boss dei BOSS, Toni Cutrone a La Fine. Lascio loro le chiavi, ACCOMODATION, pappa e coccole ai miei gattiny, RESTAURO e scappo a lavorare. La notte è piccola per noi, a volte et VOILA’ je retourne a ma maison…

ET VOILA’, la sorpresa!          

Si erano chiusi dentro col chiavistello!!! 

Suono, impreco, citofono, telefono, PIANGO. Poi illuminazione: i ragazzi dovevano ripartire alle 7 del mattino, ragiono, quindi posso andare a rifugiarmi al WENCH, per le famose birrette decompressione. GRAZIE ANCORA WENCH. Alle 6.50 sono finalmente a casa, con i tipi mortificati a bestia, che per sdebitarsi mi lasciano due regali:  una maglietta della band ed un’asse del letto fracassata!

ESODO
Vorrei raccontarvi ancora del djset più lungo di tutta la sua vita di Nick Matteucci, del live di Calcutta con transenna e scarpa lanciata, dei MONSTER Fest e delle Junkie Business Night, delle maratone di 12/24 ore di Gae LoMagro e dei deliranti Baba Fest, dei concerti nei bagni e di bagni distrutti, del divano volante in aria con musicista, di Damo Suzuki su sedia, di shopping argentato after party, di concerti con motocicletta sul palco, della porta di casa spalancata alle 11 del mattino con gatti, di pietre lanciate contro telecamere e WE DON’T ACT WITH THE FAVOUR OF DARKNESS.

MA L’UNICA COSA CHE VOGLIO E’ RITORNARE AL WENCH CON TUTTI VOI.

PER CHI VOLESSE QUI UN GO FUND ME PER SOSTENERE IL WENCH 

https://gf.me/u/x6rnrf

 
La maggior parte sono multe non pagate...
Pulce, Piro e Fuzz
foto con Gabrio e Cri è di un compleanno in comune e quel disco che mi vedi in mano, io non lo ho mai più avuto!!!
Capodanno 201? al Fanfulla

Biweekly#5

The Lost Record

Edoardo Serena ha intervistato la coppia Svenonius (Nation of Ulysses, The Make-Up, Chain and The Gang ecc…) Cabral a Milano, dopo la presentazione del loro film “The Lost Records”.

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