di susiskunk

Siouxie & the Skunks 'Scared Children - live acustic sexxxion'

Quarantine makes me crazy

E’ il 25 Aprile 2021 e siamo ancora blindati in casa.

Fuori non si esce, le sale prove sono un lontano ricordo, i concerti un fottuto miraggio.
Cosa facciamo per passare il tempo? Registriamo un disco, cazzo! Anzi no, osiamo di più: ci mettiamo a suonare anche noi sui balconi, come i nostri carissimi concittadini che, in questo momento storico tanto mesto, si fanno forza l’un l’altro intonando insieme l’inno nazionale, i classici di sempre, gridando che:

SI, CAZZO, RAGA! CE LA FAREMO!
Ma siamo sicuri?
Noi non tanto.

Là fuori sappiamo che non troveremo mai più il mondo come ce lo ricordavamo: ora che la maschera è tristemente calata, ha lasciato allo scoperto tutte le brutture di questo vivere comune così disperatamente caotico, cinico, asfissiante: sia chiaro, il pianeta-capitale lo conoscevamo già ed era una merda anche prima, un sistema talmente corrotto e incerto da aver ridotto ogni sfida quotidiana ad una scommessa col destino: il lavoro, il precariato, gli affetti, i finali aperti dei film rigurgitati in questi mesi passati incollati agli schermi.

Siamo pronti?
Ce la faremo?
Chi può dirlo.

Noi tutti, bambini sperduti nonché spaventatissimi, non abbiamo trovato modo migliore per esorcizzare questa paura fottuta se non abbracciandola, suonando più forte di lei, per non sentirla. Perciò, che dire? Godetevi questo live: suonato, cantato, montato, ballato, bevuto, mangiato e mixato da noi, ché anche questa volta siamo riusciti a (non?) impazzire del tutto e a sopravvivere, nonostante tutto.

‘Scared Children – live acustic sexxxion’ è uno scossone, una caduta libera nel dormiveglia in cui ti sembra di precipitare da un dirupo, uno state of mind: la dedica a tutti coloro che se la stanno facendo sotto, ma riescono ancora a guardarsi allo specchio per poter quantomeno appurare di non essere soli.

Cosa può salvarci se non immolarci alla bruttezza in nome del bello?
Sembra un paradosso, eppure il punk funziona così.

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