SLOKS - A Knife In Your Hand - by Vasco Inzoli

La psiche va in frantumi.

Un ritmo percussivo, martellante e pulsante. Primitivismo occulto. 

Un chitarrismo tagliente e abrasivo. Nevrosi isterica. 

Una voce usata come arma inquietante. Una ferita lacerante. 

La psiche va in frantumi. 

Alienazione, claustrofobia, dissoluzione, perversione, incubi, traumi.

L’esiguo tessuto sonoro minimale e martellante è trafitto da urla disperate, che sorgono dal nulla preannunciando stati allucinati e infernali. 

I brani, uno dopo l’altro, evocano i riti più sinistri della jungla globale metropolitana. Moderne danze voodoo conducono ad una trance frenetica e tribale, immergendo l’ascoltatore in un’atmosfera feroce e velenosa. Un’onda d’urto traumatizzante e spaventosa che rivela scenari post apocalittici. 

La musica del trio interpreta l’efferata violenza psicologica della civiltà contemporanea, che viene distrutta tramite un ritorno alle origini primordiali, smembrando e destrutturando con pura attitudine garage punk la tradizione del selvaggio e oscuro rhythm and blues creando macerie e stati di angoscia permanente su ritmi stomp boogie.  

Un disco che è una vera e propria mina esplosiva. Un disco infernale che usa l’angoscia come estasi.

Estraniati, fai fluire il suono e lasciati accompagnare nei bassifondi più malsani della tua mente, per lasciarti dilaniare da un magma scintillante di caos e devastazione totale.

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The Lost Record

Edoardo Serena ha intervistato la coppia Svenonius (Nation of Ulysses, The Make-Up, Chain and The Gang ecc…) Cabral a Milano, dopo la presentazione del loro film “The Lost Records”.

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