STANZY REVIEWSSS #3

by Baby Lemonade

Che volete che vi dica, Baby Lemonade è sempre lì, pronta a scovare prelibatezze.  Come vi si dice tutte le volte “tante news dal mondo che forse vi siete persi o che avete intravisto per l’internet ma non avete approfondito, o che vi siete salvati e poi vi siete dimenticati perchè siete dei storditi come noi”. Stavolta ha voluto spaziare un pò più del solito, non solo egg punk quindi. A sorpresa ci ha ficcato il buon Paul Jacobs (qualcuno se lo ricorderà al nostro WWDIS Dallò di qualche anno fa) ed è bello sentire riparlare di lui. Tante altre cosette moolto carine che stupiscono pure noi ogni volta. Buon ascolto sgebbers 😉

PAUL JACOBS – PINK DOGS ON THE GREEN GRASS

“When I was younger I definitely spent most of my time building skate ramps and stuff like that. It’s all the same, to just create and not trap yourself in your own head”  

Paul Jacobs non ha bisogno di tante presentazioni. Il musicista e visual artist canadese, sensibile e dal fascino barrettiano, è tornato con il suo nuovo album Pink Dogs On the Green Grass e a me piace da dio. Un bell’album, nella musica e nei testi, come non ne sento da tanto tempo, con quella verve hippie e psichedelica che ti fa volare. Uno di quelli che non ti stancherai mai di ascoltare e porterai sempre dentro di te.

Perché mi piace tanto? Bè perché qui dentro riconosco tanti dei miei ascolti quotidiani. C’è un po’ dell’indie psichedelico degli OCS/Thee Oh Sees, un po’ di King Gizzard (Christopher Robbins), un po’ di Moonlandigz (Underneath the Roses) e veramente tanto di Marc Bolan (Everything’s Fine), T-Rex (Half Rich Linee) e Lou Reed (The Boys Are Back). Ma ovviamente lui non è niente di tutto ciò, Paul Jacobs è Paul Jacobs, punto. E la sua voce poi… 

Ma Pink Dogs on the Green Grass non è solo un album fatto di suoni ma anche di colori. Già a partire dal titolo, attraverso la sua ode al color ciliegia (Cherry), il Paul-disegnatore si riflette, quindi, anche nella sua capacità di creare mondi nuovi attraverso le suggestioni visive che la sua musica è in grado di trasmetterci.

Tracce preferite: praticamente tutte, ma in assoluto Everything’s Fine

GHOULIES – REPROGRAM

Ho aspettato con molta ansia il nuovo dei Ghoulies (Aborted Tortoise, Kitchen People, Pensioner). Reprogram, fresco fresco di stampa via Goodbye Boozy Records, è una sintesi tutta Australiana dell’egg-punk. Un gioco di rimbalzi tra i surrealisti squilibri “tipici” dell’egg, riconoscibili dalle linee vorticose di synth, e il caos controllato del punk. Fulminante come un elettroshock.  

Tracce preferite: tutte

DOG DATE – CHILD’S PLAY

Dog Date è senza dubbio il mago del power-garage-fuzz. Child’s Play è un vero e proprio concerto per chitarre, all’insegna di distorsioni e follie ROK. L’album si contorce tra voci febbricitanti, chitarroni impazziti e un nonsoché di esoterico. Ty Segall ha decisamente lasciato il segno. 

Tracce preferite: Purple, Psychic Clay 

PRINT HEAD – HAPPY HAPPY & HARDCORE POP 

C’è chi dice che il troppo stroppia, ma se si tratta di bella musica non è mai troppo. Print Head fa il botto con questa mastodontica antologia musicale, sì perchè Happy Happy & Hardcore Pop più che un album può essere definito un archivio musicale: 25 tracce di ottimo garage lo-fi, unite da un basso spettacolare e, spesso e volentieri, da un uso originale delle percussioni, degne dei migliori riti tribali. Il bello di questa uscita è che chiunque può farsi la propria playlist del cuore. Cosa inserisco nella mia? Repeat, Make A Day (anche in Fritto Mixtape vol.2), Water Like Wine, Went Out Last Night. 

 

 

MENNEN MEN – FILTHY FILTERS 

I Mennen Men (vedi anche Usko & Urheilu ) arrivano dalla finlandia con Filthy Filters, un EP all’insegna della loro DEVOzione ai synth: 4 tracce drittissime da ascoltare a volume sparato. 

Il loro stile eccentrico, che potete vedere in questo video, mi ricorda la gang metropolitana del film Calamari Union di un altrettanto eccentrico finlandese e amante del rock’n roll, cioè Aki Kaurismäki.

 

Traccia preferita: Urinal Ritual, da ballare sotto cassa.  

GRUPO PISSE Y LAS HERMANAS MARTINEZ – LOS ALEMANES NO PUEDEN BAILAR 

Inusuale quanto geniale collaborazione tedesca tra Pisse e Las Hermanas Martinez, Los alemanes no pueden bailar è un irresistible EP di cumbia-electro-psichedelica i cui proventi andranno in beneficenza alle organizzazioni impegnate nell’attuale lotta del popolo colombiano. Un perfetto esempio di interculturalità musicale che fa bene al corpo e all’anima, sostenete anche voi, se potete. 

Traccia preferita: No siento nada

P.S. se pensate di approfondire il genere annotatevi anche i mitici Meridian Brothers 

 

NEWS

The Lost Record

Edoardo Serena ha intervistato la coppia Svenonius (Nation of Ulysses, The Make-Up, Chain and The Gang ecc…) Cabral a Milano, dopo la presentazione del loro film “The Lost Records”.

Read More »

HOT STORIES