Stanzy Reviewsss

by Baby Lemonade

Nuova rubrica tutta firmata da Baby Lemonade, la paladina dell’uovo punk. Tante news dal mondo che forse vi siete persi o che avete intravisto per l’internet ma non avete approfondito, o che vi siete salvati e poi vi siete dimenticati perchè siete dei storditi come noi. Tu no preoccupa, la zia Baby è un pò come Moe alla sua mangiatoia per famiglie quando ordini le patatine di compleanno da un milione di dollari qui per te, sai chi c’è, lo zio Moe, guarda un pò. Complimenti per la scelta!

THE SUEVES – Tears Of Joy 

Tears of Joy non è solo il titolo dell’ultimo album dei The Sueves, ma è anche la mia reazione appena ho saputo della sua uscita (cioè due minuti prima di mettermi a scrivere questa cosa). Non avete idea da quanto tempo aspettavo questo momento. Quando li ascoltai per la prima volta – grazie Anti – ascoltai un EP già vecchio di due anni e ho pensato di essere la solita sfigata di merda che arriva in ritardo e si perde le cose più fighe e “chissà se questo gruppo esiste ancora”. E invece, sono tornati. 

Rispetto alle ultime, Tears of Joy è un album più pulito e melodico ma comunque tagliente e dalle sonorità decise. Un disco che, secondo me, ti fa tornare un po’ in dietro nel tempo. Un disco dalle tante sfumature, a partire dalla prima traccia dal timbro anni ‘80, Die Genetics, perfetta per segnare un grande ritorno, passiamo per il classic rock con Dance Dance Whathewer e, da bravi Chicagoens quali sono i Sueves, al blues con Have You Ever Killed?.

L’inconfondibile voce di Joe Schorgl – che possiamo ascoltare anche negli Skip Church – una voce come poche che rende l’atmosfera super febbricitante! Insieme ai riff ripetuti fino allo sfinimento e una linea di basso super ballerina, tutto il disco è una corsa senza fiato che non lascia spazio ad esitazioni.

Ecco, ad ascoltare band come questa ti senti veramente male a pensare che probabilmente non li vedrai prima del 2055 o forse mai. Ma questa…è un’altra storia.

LIQUIDS – Life Is Pain Idiot

Credo valga la pena spendere qualche parola su Life Is Pain Idiot perché è una bomba (sì, lo so è la più grande banalità che si possa dire). C’è chi l’ha definita la perfetta raccolta dei Liquids aka Mat Williams, ed è vero. L’album si compone di ben 27 pezzi tra vecchie glorie e nuovi arrivi, tre quarti d’ora di musica spaccaorecchie veramente godibili. 

Life Is Pain Idiot non manca veramente di nulla. 

Ha la sua HIT, Dont Wanna Get To Know You, che ti si conficca in testa – e non mi piace nemmeno così tanto! – senza lasciarti per almeno due settimane.

Due pezzi romantici, Tryin’ e Nigth The Lights Went Out, di quelli che, semmai accadrà, ci faranno cantare al concerto tutt* abbracciat* (e sudat*) con gli accendini sopra le nostre teste.  

E poi c’è You’re a Punk che, toglietemi il dubbio: anche voi avete riconosciuto lo zampino garage di Ty Segall alla Standing at the Station? 

Qualcuno ha commentato che è il primo disco dei Liquids in cui si sente la cassa; non a caso si discosta dai precedenti probabilmente perché registrato dal buon Erik Nervous, che tra le tante cose ha contribuito a suonare l’importantissimo cembalino e a mangiare qualche twix in console. Senza addentrarci in tecnicismi inutili e noiosi, il succo è che se in un primo momento ti fai prendere da un violentissimo pogo mentale alimentato dalle palesi influenze punk hardcore, specialmente durante Life Of Oi e Same Mistakes, immediatamente dopo ti sorprendi a ballare sguaiata nella tua cameretta con Lemon Rice (Doomed to Live) sparata a mille mentre con la tua finta chitarrina elettrica suoni l’assolo urlando ROK AND ROLL!11!!1!

Ma, in definitiva, ciò che mi ha intrigato di più di questo album è la foto scelta per la copertina della versione digitale*. Chi è quella donna?

*(la copia fisica uscirà più avanti e, a quanto pare, avrà uno artwork spaventoso)

PENSIONER – DEMO

Pensioner, il solo-project di Alec Thomas (Kithchen People, Ghoulies), ci ha regalato l’uscita più eggyeggy degli ultimi mesi: la sua prima demo, nata da un’intensa storia d’amore tra GEE TEE e i DEVO, è una secchiata di uova fresche in faccia. Un album squilibrato che alterna momenti nevrotici a exploit scanzonati, forse frutto di lunghe giornate passate in cameretta assieme a un mangianastri. 

Tracce preferite: tutte

NASDAQ – Young Professional

Inspired by their love of greed, excess and financial exploitation NASDAQ play corporate synth punk for the post-truth world…” è questa la descrizione che i NASDAQ scrivono di sé stessi, gruppo-novità della scena neozelandese. I NASDAQ sono Dow Jones (voce e chitarra), J.P. Morgan (organo) e Goldman Sacks (batteria) e suonano un ottimo garage-punk vecchia scuola e ballerino.  

Le informazioni su di loro sono pressoché inesistenti ma solo dai nomi posso immaginare che dietro all’uscita del loro primo EP, Young Professional, si celino tre giovani yuppies senza scrupoli, con buone tendenze all’uso di sostanze. 

Quattro tracce scatenate che raccontano ironicamente dello spietato mondo degli affari, assetato di soldi e potere, con voce autoritaria e un organo che ti penetra sottopelle

Traccia preferita: Profit Margin

MARAUDEUR – Puissance 4 

Prima che uscisse il loro ultimo LP, Puissance 4, non conoscevo le Maraudeur, formazione tutta al femminile svizzero-tedesca, con base a Lipsia. Un disco, il loro, freddo e distaccato – come la migliore tradizione (post-)punk tedesca insegna – con un nonsoché di dadaista e surreale. 

L’assenza di chitarre lascia posto a ben due linee di basso che, assieme alla batteria, si inseguono in riff vorticosi, incontrandosi con la psichedelia di voci e sintetizzatore. Inoltre, la sequenza dei pezzi cantati prima in tedesco, poi in inglese e francese, contribuisce a creare un’atmosfera veramente interessante. Ciascuno strumento occupa il proprio spazio di espressione, nella precisione di confini ben definiti, rendendo le orecchie due radar super-sofisticati. Con le Maraudeur non si scherza, l’ascolto non è una semplice attività ricreativa ma un’esperienza di contatto con una dimensione extraterrestre, della quale loro sono le mediatrici. 

Tracce preferite: Death/Suicide, interferenze devocore d’oltreoceano; I am Here, pezzo un po’ jam con l’aggiunta del sax. 

NEWS

The Lost Record

Edoardo Serena ha intervistato la coppia Svenonius (Nation of Ulysses, The Make-Up, Chain and The Gang ecc…) Cabral a Milano, dopo la presentazione del loro film “The Lost Records”.

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