di Chris Nigel

Twix al cacao

La hot story di Super Sexy Channel

Prendete e godetene tutt*.

La giornata oggi è stata una rincorsa, divisa tra lavori agli estremi opposti della città mi sono trovata ad inseguire l’orologio come raramente accade. Proprio oggi invece è andata così ed ora mi ritrovo con 35 miseri minuti per prepararmi all’arrivo di Felipe, un 19enne brasiliano da poco approdato nel quartiere. Con lui la storia è stata destino, ci incontrammo più di anno fa. Io appena arrivata a Brescia mi consolavo passando una serata al What We Do Is Lio bevendo un cocktail sulle rotaie del locale assieme a gente di Super Stanzy conosciuta la sera stessa. Lui se ne stava della parte opposta del binario in compagnia di alcuni amici. Si avvicinò per chiedermi se avevo d’accendere e si fermò per una piacevole chiacchierata seduto accanto a me. Provai ad offrirgli da bere ma rifiutò; in cambio però il suo cappotto mi offrì riparo assieme alle sue morbide labbra che presero a baciarmi tutt’attorno alla bocca mentre con le mani mi accarezzava i capelli. Fu una sola mezz’ora, la mattina seguente un volo lo avrebbe riportato in Brasile . Rimanemmo vagamente in contatto, poi un giorno la notizia ‘mi sono trasferito a Brescia’
Improvvisamente la distanza tra i nostri corpi si era accorciata sensibilmente, abitavamo adesso a
poco più di due minuti a piedi. Quindi eccomi, dopo oltre un anno a prepararmi per riscattare quella
notte interrotta. Ho poco tempo e devo compiere delle scelte, mi pare più adeguato concentrarmi su
ascelle e pube, le gambe sono leggermente ispide ma nelle capriole che mi aspettano possono essere
tralasciate . I capelli sono già puliti così m’infilo in doccia a metà, mi sfrego con la pietra pomice la
parte del culo che mi si attacca alle cosce, immagino le sua mani accarezzarmelo e la sua bocca
mordermelo con garbo. Felipe è un ragazzo semplice, di quelli che ti mandano cuoricini e auguri
alle feste comandate. Più giovane di me ho l’idea sia poco pratico dei corpi femminili. Mentre mi
passo il sapone tra le gambe penso a cosa possa combinargli per dargli il battesimo che ha aspettato
con tanta pazienza. Mi eccita pensare di accompagnarlo oltre i confini del piacere, guidarlo
sapientemente alla scoperta dei miei umori, comandargli come muovere le mani sul mio corpo e la
lingua tra le mie gambe. Lo avrei condotto nella mia stanza e guardandolo maliziosa lo avrei fatto
sedere sul mio letto. Davanti a lui avrei iniziato a leccarmi le dita, avrei fatto scorrere la mani sopra
il seno, lungo i fianchi per poi dai pantaloni cercare con grazia in mezzo alle gambe. Avrei poi
girato la schiena per offrirgli la vista del mio culo che si scopre dal pantalone lasciando le mie curve
spezzate da un sottile filo di cotone. Volevo sbandierarglielo davanti come fosse un premio
irraggiungibile. Avvolto tra le mie lenzuola gli avrei fatto sentire il piacere che può dare la mia
bocca esperta, lo avrei leccato con la punta della lingua in mezzo alle cosce, passando poi
delicatamente dal basso del suo scroto fino alla vetta del suo oggetto del piacere. Lasciandolo
disteso sulla schiena mi sarei seduta sul suo bacino, avrei afferrato il suo twix salato e me lo sarei
strofinata tra le gambe, avrei immerso la cappella nella mia fessura e l’avrei invitato a guardare con
attenzione la destrezza con la quale glielo piegavo in giù per fare entrare la punta dentro di me, con
che sapienza mi masturbavo con il suo fallo. Le mie fantasie s’interrompono quando mi accorgo di
avere ormai solo altri 8 minuti per rendermi nudamente presentabile. Spengo l’acqua della doccia,
velocemente mi asciugo e infilo il perizoma, dei jeans neri abbinati a una maglietta rossa con la
scollatura che lascerà appositamente scorgere il reggiseno di pizzo nero. Mi lego i capelli in uno
spettinato chignon, il rossetto no; quando il dunque è vicino meglio evitarlo. Un tocco di profumo e
sono pronta. In perfetta coordinazione Felipe mi telefona annunciandosi sotto casa mia. Mentre
aspetto fintamente distratta mi cade l’occhio nella scollatura e lì l’orrenda scoperta: tre peli attorno
all’aureola dei capezzoli. Con un balzo guadagno il bagno, afferro la pinzetta e tic tic tic, tolti al
primo colpo, salvata in calcio d’angolo. Esco dal bagno ed eccolo, se ne sta educatamente sulla
soglia ad attendere il permesso di entrare. Sediamo sul divano, lui composto si proclama felice di
questa avventura italiana ma già nostalgico del mare che è solito cavalcare con la tavola da surf.
Noto che effettivamente ha delle belle spalle, una forma del busto a trapezio sorretto da un paio di
gambe dalle cosce turgide. Le mani sono ancora abbronzate e con delle dita larghe che risuonano
come un spudorato invito. Lo osservo dal mio angolo di divano aspettando il momento opportuno
per condurlo verso la prossima fase di questa serata dalla prospettiva tacitamente speziata. Mi sento
a metà tra una mistress arrogante ed una milf erudita, raccolgo tutta la disinvoltura che ho appreso e
senza cercare scuse lo conduco nella mia camera da letto tenendolo per il polso. Come nella mia
immaginazione siede sul letto mentre io mi preparo a dare avvio al canovaccio della donna
smaliziata che lo avrebbe trasformato da ragazzo a uomo. Non faccio a tempo ad iniziare la mia
danza sfacciata che lui mi precede, allungando una mano mi afferra tra le gambe portando il mio
bacino all’altezza della sua faccia. Mi massaggia con quelle dita massicce, col pollice strofina il
clitoride mentre il medio lo sento spingere sul mio buco posteriore. Mi godo quell’inaspettata
sorpresa a gambe larghe con le mani dietro la nuca. Mentre fisso il soffitto deliziata lo sento
slacciarmi il jeans, con movimenti misurati lo accompagno a sfilarmeli . Resto coperta solamente da
quel misero triangolo che lui scosta vorace per scoprire la mia profumata essenzialità. Lo sento
ammirarla con commozione poi un tocco umido sale dall’interno coscia verso quello che ora
percepisco essere il centro del mio corpo. Mi lecca tutto, dalle cosce al pube, dentro e attorno
mentre con le mani si tiene larga la via. Mi godo quella posizione, in piedi, crocefissa con la sua
faccia tra la gambe. Poi si alza, con disinvoltura si spoglia e solo allora mi accorgo del manzo che
mi è capitato in casa. Il cliché del surfista mi si materializza davanti agli occhi. [Da intendersi che
fino a quel momento non avevo mai provato attrazione per i fisici scolpiti, piuttosto erano le
corporature da buon gustai ad imprigionare le mie attenzioni. La mia prima vaga sensazione erotica
la ebbi guardando in tv ‘I miserabili’ con Gerard Depardieu; con disappunto di mia madre io avrei
tanto voluto essere Cosette tra le sue braccia]. D’un tratto le mie certezze implodono facendomi
sentire sull’orlo del ridicolo, riesco a raccogliere quel po’ di fiducia che m’è rimasta e cedo a lui la
carica di comandante. Col petto appoggiato alla mia schiena mi solleva tenendomi dal dietro delle
ginocchia, in un attimo lo sento dentro di me. Mi tiene le gambe larghe, con il bacino mi da colpi
rapidi mentre la mia testa è abbandonata sulla sua spalla. Con la stazza che si ritrova non fatica a
trasportarmi in bagno dove si pianta davanti allo specchio e all’orecchio mi dice: ‘look it’ .
Continuando a darmi prova della sua potenza la mia vagina zampilla di desiderio mentre insieme ci
ammiriamo riflessi. Sento il profumo del suo alito e della sua pelle che sa ancora di sale. Poi mi
sdraia sul letto, punta le ginocchia a lato delle mie orecchie e tenendomi la nuca infila nella mia
bocca quella canna di carne al sapore di me. Lo infila fino infondo abbassandolo col pollice poi lo
estrae e guardandomi dritta negli occhi mi regala la sensazione di quel membro altero che mi
schiaffeggia come a punire la mia superbia. Poi una sequenza di posizioni in cui il mio corpo si
abbandona completamente alla forza delle sue braccia, mi gira di lato, mi prostra davanti a lui, mi
piega e tira come a strapparmi gli arti dal corpo. Come un esperto arciere trova sempre il suo
bersaglio per penetrarmi con risolutezza assestando al mio corpo colpi alternati. Il mio seno gonfio
viene strizzato dalla sua mano mentre mi prende da dietro, col dito esplora la mia bocca per poi con
un gesto come a cercare la parola giusta sulla mia schiena scivola giù tra le mie natiche dove
sprofonda senza resistenza . Ansimo di piacere sentendo la virilità che mi possiede, le mie viscere
tremano e un caldo getto cola tra i miei glutei. Trafitta nella mia arroganza rimango disarmata a
pancia in giù ammirando il suo corpo perfetto che si muove nella stanza; pare un Dio greco con la
pelle tesa che si adagia sopra muscoli armonici. Nel chinarsi per infilare i boxer un rumore sordo
accompagnato da un odore denso riempiono la stanza; imbarazzato cade dall’Olimpo facendo
riemergere me sopra la soglia della dignità.  

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