What is "Covid Mega Band"?

Storie vere di resistenza moderna dalle trincee domestiche

E’ passato quasi un mese da quando Valentina Gallini, voce e chitarrista del power duo Tacobellas, ha lanciato un appello sui social per chiedere a chiunque avesse la possibilità di registrarsi a casa di prendere parte al progetto COVID BAND; lo scopo? Creare una mega band in grado di abbattere i confini spaziali grazie al supporto dell’internet e realizzare un brano tutti assieme. Tutto rigorosamente a scatola chiusa. La risonanza del messaggio ha avuto un tale riscontro che ben presto i partecipanti sono diventati così tanti che Valentina e il suo collaboratore hanno avuto un gran daffare per riuscire ad assemblare e mixare tutte le tracce pervenute loro in questi giorni di isolamento. Ai musicisti si sono aggiunti altrettanti artisti visivi i quali hanno curato le grafiche offrendosi di realizzare un artwork unico per ogni brano. Ovviamente nemmeno la sottoscritta è riuscita a resistere al fascino di questo folle progetto, così ho fatto una chiacchierata con la Galla e alcuni dei partecipanti per farmi raccontare come è andata.

La cover della prima traccia "Chiusi in casa" realizzata da Andrea Ghiacci

Era il 23 Marzo quando hai lanciato questa call meravigliosa che chiamava a rapporto chiunque volesse cimentarsi in questa impresa un po’ pazza di partecipare a dei featuring inediti. Inutile chiederti come ti sia venuta l’idea data l’impossibilità di uscire di casa, ma perché rivolgersi a chiunque invece che ai tuoi fidati amici musicisti?

Ho fatto una call aperta a tutti perché non mi aspettavo ci sarebbe stato così tanto interesse! Inizialmente pensavo che avrebbero risposto solo gli amici più stretti. Invece sorprendentemente hanno iniziato a scrivermi anche persone che non conoscevo o con le quali avrò parlato forse una volta; altre non le conoscevo per niente. Da quel momento quindi è diventato un progetto aperto, non solo ai musicisti, ma anche a chi voleva cimentarsi pur non essendo un professionista.

La mia regione era appena stata messa in quarantena in quel periodo e l’impossibilità di spostarsi per chiudersi in saletta a provare è stata sicuramente una delle cose più dure alle quali dover rinunciare. Come avete affrontato voi la cosa? Com’è andata in quel di Modena?

Qui nella provincia di Modena è andata esattamente allo stesso modo. Greta (Tacobellas) abita a 15 km da me, ma ovviamente non riusciamo ad incontrarci per fare le prove. Inoltre avevamo in programma proprio in questi mesi di chiuderci in saletta a scrivere il nostro secondo disco, ma tutto è sfumato. Diciamo che il progetto COVID BAND è stato un ottimo modo di impiegarmi nella musica pur non potendo andare in sala prove.

Chi ti ha aiutato in questo progetto? E soprattutto in che tipo di rapporto siete? Avevate già lavorato insieme prima di questa esperienza?

L’idea è partita da me, ma senza l’aiuto di Samuele (Samboela), che ha mixato e aggiustato i pezzi, non ne sarei mai venuta a capo probabilmente. E’ riuscito a mettere insieme tutte le tracce, alcune registrate con il cellulare e a tirarne fuori dei piccoli capolavori. E’ stato fondamentale. Abbiamo già collaborato in due occasioni per quanto riguarda la registrazione di due dischi e poi mi ha fatto da fonico svariate volte; è un vero professionista e una persona che stimo molto.

Doveva essere una traccia sola, ma presto i brani si sono moltiplicati per poter dare la possibilità a tutti di dare il proprio contributo.. quanti artisti hanno partecipato al progetto?

Il progetto iniziale era fare una canzone sola, ma poi collaborare tutti a una stessa traccia sarebbe stato impossibile visto che ho raggruppato circa 30 persone! Per ora abbiamo scritto 5 canzoni, di cui alcune ancora in via di sviluppo. Sono rimasta piacevolmente colpita da amici che si sono cimentati in cose nuove o hanno suonato uno strumento diverso dal loro per questa occasione particolare, ma soprattutto sono rimasta stupita dalla bravura di gente che non conoscevo affatto. Ogni volta che aprivo una traccia era un’emozione forte, non sapevo mai cosa aspettarmi. Un progetto a scatola chiusa come questo può risultare poco pensato e organizzato (per ovvi motivi), ma lascia molta libertà a chi, in questo caso, riceve una traccia. Questo metodo ti fa sentire libero da certi vincoli che nella normalità ti saresti costruito.

Ci sono state persone, come la sottoscritta, che hanno voluto provare a divertirsi con questo esperimento per non avendo alcuna competenza tecnica.. c’è stato un riscontro consistente anche tra i non professionisti?

La linea vocale che hai fatto è un bomba (a mio avviso) e sinceramente possiamo tralasciare le competenze tecniche! Credo che il fatto di non usare mezzi professionali renda tutto molto più naturale e mi sembra molto pertinente con questo progetto. C’è anche chi ha letto una poesia registrandola con il telefono e poi noi (o meglio Samboela!) ha fatto una “magia”: il risultato è davvero stupefacente! Persino un mio professore di musica delle medie ha risposto alla call e mi ha inviato una traccia di trombone registrata con il cellulare! (provate ad immaginare la qualità dell’audio!) Successivamente, visto il feedback positivo, ho deciso di fare una call anche per grafici e appassionati di disegno, anche qui professionisti e non. Ho inviato una traccia ad ognuno e loro hanno realizzato un’immagine, un disegno o un collage mentre ascoltavano la canzone. Poi ho caricato tutto su YouTube, così l’immagine accompagna la canzone e viceversa; mi sembrava il modo migliore di completare il progetto.

Pensi che questo progetto di creare tracce al buio possa proseguire in futuro? Che piega potrebbe prendere? Un EP, un album, un festival, un concerto..

Questo metodo di comporre a distanza l’avevo già usato in precedenza, ma ovviamente tutto era pensato e deciso man mano. Qui invece parliamo proprio di pura sperimentazione, quasi un esperimento sociale. Mi piacerebbe portarlo avanti anche in seguito (spero non per via di altre epidemie!) e vedere come potrebbe evolversi. Anche fare delle jam session sarebbe molto bello anche se esistono già eventi del genere (per esempio Discomfort Dispatch a Bologna). Vorrei rimanere focalizzata sull’inviarsi le tracce in modo telematico, così possono partecipare persone da tutto il mondo. In uno dei brani che siamo riusciti a comporre abbiamo collaborato con una ragazza che vive in Portogallo! Forse un EP sarebbe la cosa migliore.. vedremo cosa si riesce a fare. Per ora ho aperto un canale YouTube per raggruppare tutte le tracce.

Ti piacerebbe collaborare con qualcuno in particolare appena usciremo finalmente di casa?

Certamente! Bhe, non ho preferenze, direi che mi piacerebbe collaborare con tutti, in ognuno di loro ho trovato del potenziale. Se vuoi con te possiamo fare un featuring con le Tacobellas (ma a questo avevo già pensato prima, dopo avervi visto live! hehe ) (io chiaramente accetto e i Siouxie & the Skunks ringraziano, ndr.)

Ultima domanda, risposta a caldo: quale sarà la prima cosa che farai appena ci sarà il via libera?

La prima cosa che farò sarà correre in sala prove e suonare con tutti gli ampli al massimo e urlare fortissimooo!

Ma soprattutto, cosa mangerai?

Vorrei tantissimo mangiare il sushi, ma qualcosa mi dice che avrò voglia di Twix…

Antonio Stella (SEME)

La Vale ha avuto una bellissima idea ed è stata brava poi a coordinare le persone che hanno espresso il desiderio di partecipare! Il risultato è pure musicalmente valido ahah. E’ stata la cosa più simile ad un incontro con altri esseri umani che ho fatto dall’inizio della quarantena, a parte le videochiamate direi.

Dave Moscova (Give VentGRESVentrePyramidenChampaaagne)

Mi sono divertito molto, ho partecipato al pezzo con Oscar (Felix Lalù) alla voce; conosco la Galla da tanti anni e in passato abbiamo anche suonato insieme, quando ho la possibilità di fare musica con lei (ma in generale con altre persone) mi piace molto, soprattutto in questa modalità che non è vincolata dal trovarsi per forza di persona. La trovo molto stimolante! L’idea del progetto nello specifico mi è piaciuta, anche io con la Valentina del Bahnhoff di Montagnana abbiamo fatto un paio di pezzi insieme mandandoci le basi la prima settimana di quarantena, perciò appena ho visto l’idea della Galla ero già pronto con synth e pedali diciamo J

Marcello Donadelli (Give Vent, GRES)

E’ stato bello uscire dalla linearità di questa condizione clausolare per buttarsi in qualcosa di nuovo ma di cui ti sono familiari i perimetri e le condizioni. Ti fa sentire più vicino alle persone in un modo diverso, interpretativo o intuitivo se vuoi, in base a quello che ti arriva e senti. Sarebbe da farlo anche al di fuori di questo apocalippo. Galla sempre promotrice di robe super.

Oscar de Bertoldi (aka Felix Lalù)

In questi anni a suonare in giro sono venuto a contatto con diverse realtà musicali. Non so se si può parlare di scene vere e proprie, vista la varietà delle proposte musicali. Comunque mi è capitato di suonare con gruppi della pianura, diciamo zona Modena (quando si arriva in pianura ho difficoltà a differenziare le zone, oltre che a non orientarmi). Gente che non ha solo un progetto, ma sperimenta in gruppi molto diversi tra loro. Poi è tutta bella gente, gente malata di musica con cui è gradevole incontrarsi e conversare. Quando ho visto che Valentina cercava musicisti per questo progetto mi sono subito proposto. Non è facile avere la possibilità di collaborare con musicisti lontani geograficamente. Questa quarantena maledetta ha cambiato le carte in tavola e ci ha servito quest’occasione su un piatto d’argento. 

Biweekly#1